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Farmaci in allattamento

Dopo l’approfondimento sull’assunzione di farmaci in gravidanza (https://www.duemammeunblog.com/2019/09/26/farmaci-in-gravidanza/), approfondiamo oggi con il nostro esperto Andrea Boccardo, farmacista, un altro tema particolarmente delicato e importante: stiamo parlando dell’assunzione di farmaci durante il periodo di allattamento al seno.

I farmaci passano attraverso latte materno al nostro bambino

Sentiamo spesso ripetere che dobbiamo prestare molta attenzione alle sostanze che assumiamo durante l’allattamento. Se vi state chiedendo perché, la risposta è semplice: il latte rappresenta un veicolo idrofilo d’elezione per il passaggio di farmaci e molecole organiche che si sciolgono in ambiente acquoso.

Passa tutto, senza filtri? No, la natura ha pensato anche a questo: una barriera chimica speciale consente che esclusivamente l’1% di tali sostanze passi effettivamente nel latte materno e di conseguenza arrivi al bambino.

Esistono farmaci sicuri da assumere durante l’allattamento?

Con la definizione farmaco sicuro, intendiamo farmaci che non abbiamo effetti nocivi al bambino nonostante il loro passaggio nel latte materno. Ovviamente ci riferiamo a farmaci somministrati alla mamma in modo appropriato, in caso di necessità e senza sovradosaggio.

Possiamo dire che sì, esistono farmaci considerati sicuri secondo quanto detto qui sopra. Tra gli analgesici e gli antipiretici: il paracetamolo, l'acido acetilsalicilico, l'ibuprofene; la maggior parte dei rimedi per tosse e raffreddore; tra gli antibiotici: la penicillina (e derivati), l'eritromicina, le cefalosporine; la digossina, l'insulina, i broncodilatatori (es. il salbutamolo), la maggior parte degli antiipertensivi; gli integratori alimentari contenenti ferro e vitamine.
Sono, inoltre, da considerare sicuri tutti i farmaci autorizzati per la somministrazione ai bambini nei primi mesi di vita.

 

Aiuto! Devo prendere un farmaco e sto allattando: piccoli accorgimenti

Un accorgimento che possiamo mettere in atto per ridurre l'esposizione del lattante al farmaco da somministrare è rappresentato dall'assunzione del farmaco stesso subito dopo la poppata o, ancora meglio, prima del riposo più lungo del bambino.Oltre a questo, è bene considerare anche le caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche di ciò che la mamma è assume. In particolare, occorre prestare attenzione alla dose di farmaco assunto, alla via di somministrazione, alla sua capacità di legarsi alle proteine del sangue materno - i farmaci legati alle proteine diffondono meno facilmente nel latte. Altro elemento da tenere in considerazione è la durata di attività del farmaco nel sangue materno (emivita): attenzione ai farmaci con emivita lunga per la possibilità che si accumulino progressivamente nel sangue materno (se possibile preferire farmaci con emivita breve).Da tenere presente anche il rapporto che si crea tra quantità presente nel latte e quantità presente nel sangue materno, la capacità di assorbimento di quel farmaco da parte dell'intestino della mamma e del neonato (biodisponibilità), lo stato di salute e l'età del bambino. I neonati, infatti, soprattutto i pretermine, sono a maggior rischio di presentare alti livelli ematici dei farmaci somministrati o trasmessi con il latte materno a causa dell'immaturità del fegato e dei reni che li metabolizzano e li eliminano.È importante considerare anche il giorno di lattazione: nei primi giorni di vita il colostro viene assunto dal neonato in una quantità tanto modesta che, di conseguenza, la quantità di farmaco che arriva al bambino sarà molto bassa.
Non dimentichiamo, infine, che se quel farmaco è stato approvato per l'uso nella popolazione pediatrica, la sua presenza nel latte materno non comporta particolari rischi per il lattante.

 

 

Farmaci incompatibili con l’allattamento

Effettivamente alcuni gruppi di sostanze sono nocive per il neonato. Le controindicazioni considerate assolute sono ad ogni modo limitate e sono quindi pochi i farmaci che necessitano sempre della sospensione dell'allattamento al seno. Questi sono i farmaci anti-tumorali (ciclofosfamide, ciclosporina, doxorubicina, metotrexate), le sostanze radioattive utilizzate in radiodiagnostica (limitatamente alla loro durata di azione), i farmaci antitiroidei (diversi dal tiouracile); il cloramfenicolo.

 

 

Influenza della mamma durante l’allattamento

Sono molte di più le classi di farmaci assumibili da una mamma che allatta rispetto alle donne gravide (vedi https://www.duemammeunblog.com/2019/09/26/farmaci-in-gravidanza/).

 

Se una mamma busca il classico raffreddore o frescata autunnale, oltre a stare a casa a riposare con l’infante, il consiglio è di prendere dosi accuratamente controllate di antiinfiammatori non steroidei o di paracetamolo per abbassare la febbre ed essere in forze per dare il cento per cento al proprio bimbo. Oltre a ciò, è importante mantenere alte concentrazioni di sostanze antiossidanti naturali come la propoli, che tra l’altro aiuta nella disinfezione delle patologie del cavo orale superiore ed inferiore. 

Fumo e alcool

La regola dell’1% fortunatamente vale anche per sostanze palesemente tossiche come il fumo di sigaretta e l’alcool. Il primo contiene sostanze cancerogene quali residui di carbone e catrame, che sono purtroppo nocive anche a basse concentrazioni, quindi sarebbe controindicato fumare per una mamma in fase di allattamento. Per quanto riguarda l’etanolo il problema è ancora maggiore, perché durante il metabolismo di primo passaggio epatico questo viene ossidato ad acetaldeide, che passa con maggiore facilità nel latte materno e può essere assunta dal bambino. Una volta “passata”, questa molecola può aggredire i tessuti in quanto estremamente reattiva, trasformandosi a sua volta in acido acetico e creando la pericolosa condizione di acidosi metabolica, potenzialmente letale per il neonato.

 


Serena B.


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