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La peggior nemica di una mamma è un'altra mamma

La maternità è come una foto in bianco e nero, fatta di luci e di ombre, di chiari e di scuri. E nella sua composizione troviamo vari elementi che possono arricchire la fotografia oppure in qualche modo impoverirla. Quasi imbruttirla.

Un'ombra troppo pesante, un'ombra che copre il volto delle madri, è legata a quell'immagine che vogliamo per forza appiccicare addosso al loro volto e al loro corpo.

Quando è nato questo blog non mi ero posta il problema del giudizio degli altri. Così ho cominciato a parlare di argomenti scomodi, ma non per provocare, semplicemente perché la realtà della vita da mamma è fatta anche di quelli. E poi ho continuato a frequentare forum e gruppi di mamme, perché, mi dicevo, confrontarsi è importante.

Non mi aspettavo di vedere reazioni così diverse, neanche si stesse parlando di calcio e di tifoserie opposte. In alcuni commenti ho visto mamme scagliarsi contro altre mamme, permettersi addirittura di giudicare senza conoscere le situazioni.

 

Così è nato questo pensiero, un pensiero antipatico, generalista, ma che spesso rispecchia la realtà: la peggior nemica di una mamma è un’altra mamma.

La mamma perfetta

Ce la propinano ovunque: la televisione, le riviste dedicate ai bambini. Pubblicità, star del mondo dello spettacolo. Dopo la gravidanza torna in forma in un nano secondo e tu guardandola ti senti ancora più inadeguata. Nessun segno di stanchezza sul viso, pelle liscia e luminosa e capelli sempre in ordine. Tu hai perso il conto delle pinze che dovrebbero sorreggere ciocche di capelli, che invece se ne vanno a giro per il viso come niente fosse. E poi sono tornati anche i brufoli. E le occhiaie. E magari ti senti molto stanca.

Guardi quella mamma e poi la tua immagine riflessa nello specchio. La cosa che più non capisci è come faccia sempre a essere così sorridente. In certi momenti tu avresti voglia di piangere.

Quello che non vedi è che anche quella madre in apparenza perfetta spesso potrebbe sentirsi stanca, sola, confusa. Non vedi che il trucco e le luci sono studiate per farla apparire più fresca e nascondere i segni di una notte in bianco. Il suo bambino, magari, è in camerino e la sta aspettando.

Quella mamma così perfetta non è che una madre come te. È solo un’immagine costruita a tavolino a separarvi.

 

 

La nostra immagine di mamma

ovvero: Come mi immagino di dover essere io, mamma.

E spesso siamo proprio noi a cucirci addosso un vestito troppo stretto, uno che non ci rappresenta davvero. Magari durante la gravidanza ci siamo pensate tanto come future madri, e poi a parto avvenuto ci siamo scontrate con un’immagine totalmente diversa. Perché essere madre ci regala tanto, sì, ma ci toglie anche molte cose. Sarebbe l’ora di dirlo, di ammetterlo, senza raccontarci frottole.

 

Dobbiamo fare pace con quello che sentiamo, accettarci, con i nostri sentimenti ambivalenti, e poi potremo cominciare a riconoscerci davvero.

Le altre mamme

Più controverso è delle volte il confronto con altre mamme. Le trovi ovunque, prima della gravidanza non facevi neppure caso alla quantità di passeggini che ci sono per strada, al supermercato, in giro per negozi.

Sono quelle che magari hai incrociato una volta in ospedale, ti riconoscono e ti vengono incontro. E fin qui tutto bello, bellissimo, facciamo squadra, almeno tra noi possiamo capirci.

Poi cominciano gli Oh.

 

Oh, capisco. Mi dispiace. Ma sono gli occhi a parlare.

 

È quel diritto di giudicare quella che è la nostra esperienza che spesso ci spiazza. Veniamo giudicate se allattiamo al seno su una panchina oppure se confidiamo di dare il biberon di latte artificiale. Veniamo giudicate se facciamo uno svezzamento tradizionale, perché ormai è considerato antiquato, ma anche se stiamo provando l’autosvezzamento (ma come, non hai paura che si strozzi?).

Quello che spesso manca è la solidarietà tra mamme, quell’abbraccio silenzioso di cui abbiamo bisogno e che non osiamo chiedere. Bisognerebbe abbracciare quelle madri che incontriamo, incoraggiarle, dire Ti vedo bene, oggi! oppure Forza, continua così!

Spesso ci sentiamo insicure e le parole di un’altra madre possono essere un macigno che ci porta ad affondare.

 

I miei tre figli non l’hanno mai fatto!

 

E di nuovo dubbi, sulla tua capacità di comprendere il tuo bambino, di essere madre.

Quello che stranamente sfugge a questo tipo di madri, a quelle che giudicano e si sentono quasi in dovere di farlo, è che ogni bambino è diverso. E anche ogni madre è diversa.

 

Magari la madre contro cui si stanno scagliando contro o stanno guardando con compassione perché non sta allattando al seno è una donna che ha sofferto molto per quella condizione. Oppure ha semplicemente preferito non allattare.

 

E quella mamma che prende subito in braccio il suo bambino perché piange è forse una donna che ha sofferto il dolore da sola e non vuole che suo figlio si senta perso come è accaduto a lei. Quella che aspetta un poco prima di tirarlo su, invece, potrebbe volerlo rendere un po’ più autonomo, o magari è stanca, o magari conosce suo figlio e sa che questa è la cosa migliore per lui.

È questo che mi dico, da madre, da donna: Chi sono io per giudicare?

 

E tu, tu che madre sei? Vuoi abbracciare almeno virtualmente un’altra donna come te o preferisci fermarti a giudicarla?

Serena B.

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