· 

Babywearing: contatto e comodità

La bellezza di portare mia figlia in fascia

La mia esperienza con il babywearing

Confesso di essermi ricreduta sul babywearing: piena di dubbi e perplessità alla vigilia, ne sono uscita entusiasta e pronta a consigliarlo a chiunque. Io, che mai avrei immaginato di essere una mamma ad alto contatto, ho tratto molteplici benefici nel tenere mia figlia stretta a me, avvolta dentro la fascia portabebè fin dai suoi primissimi giorni di vita.

 

 Il babywearing consiste proprio in questo:  nell'utilizzo di fasce legate al corpo che consentono di "indossare" il proprio bambino e di "trasportarlo" senza particolare fatica o difficoltà, grazie a una serie di apposite legature che garantiscono un bilanciamento dei pesi sia della mamma sia del piccolo.

 

Le fasce possono essere utilizzate sin dalla nascita e fino a un massimo di venti kg del bambino.

 

I benefici del babywearing per il bambino

Il babywearing arreca al bambino, soprattutto al neonato, molteplici benefici.

 

In primo luogo, lo fa stare a stretto contatto con il corpo della mamma, gli fa percepire il suo calore, gli fa sentire il battito del suo cuore: il piccolo si sente protetto ed è rassicurato, anche perché la fascia ricrea uno spazio contenuto che richiama l'ambiente uterino.

 

Personalmente, quando mia figlia piangeva e la mettevo nella fascia, si calmava dopo pochi minuti, a maggior ragione se cominciavo a camminare lentamente avanti e indietro, evidentemente ninnata dal mio movimento oscillatorio. Quasi sempre, poi, si addormentava profondamente.

 

Inoltre, la posizione seduta e incurvata a C che il neonato assume all'interno della fascia aiuta a prevenire la displasia alle anche; è molto importante, infatti, che il bambino vi sia correttamente posizionato, con le gambe a formare una specie di M.

 

I benefici del babywearing per la mamma

Come accennavo in precedenza, l'utilizzo della fascia mi è stato di grande aiuto, da un punto di vista tanto pratico quanto emotivo.

 

Stare pancia a pancia con la mia bambina è stata un'esperienza bellissima, che ha soddisfatto non solo il bisogno di contatto della piccola, ma anche il mio istinto di continuare a tenerla stretta a me dopo nove mesi trascorsi nel mio grembo. La nascita è pur sempre un distacco e il babywearing ha indubbiamente aiutato entrambe a superarlo gradualmente e con dolcezza.

 

Come ho detto, poi, la fascia acquietava i pianti della piccola e anche questo ha sicuramente giovato al mio spirito nell'immediato post partum.

 

E, non meno importante, l'aspetto pratico. Indossare la fascia permette di avere le braccia e le mani libere (se la legatura è realizzata correttamente, la fascia è ben salda e non c'è bisogno di sorreggere il corpo del bambino) e questo mi ha permesso di dedicarmi a tutta una serie di attività che altrimenti non avrei potuto fare perché impegnata con la piccola.

 

Mentre mia figlia dormiva nella fascia, io ho potuto fare piccoli lavori domestici, lavarmi denti e spazzolarmi i capelli con calma, leggere libri, inviare mail e scrivere sul blog, tutte attività che hanno sicuramente fatto bene al mio benessere psico-fisico.

 

Sono uscita anche un po' a passeggio, aggirando così l'ipotesi della carrozzina che mia figlia ha sempre odiato.

La fascia, inoltre, si è rivelata particolarmente utile in occasione del primo viaggio in tre, soprattutto durante la visita di posti nei quali, a causa della conformazione geografica e della pavimentazione stradale non asfaltata, l'utilizzo del passeggino sarebbe stato impossibile.

 

Fasce lunghe, fasce corte, fasce ad anelli

Esistono diversi tipi di fasce. Le fasce lunghe, che consentono di fare tutte le legature e sono particolarmente indicate per i neonati, in quanto garantiscono il massimo sostegno attraverso la realizzazione di legature multistrato. Le fasce corte, da preferire invece nel caso di bambini un po' più grandicelli che già hanno cominciato a camminare e che vanno più volte su e giù dalle braccia della mamma. E, infine, le fasce ad anelli (ring sling), più maneggevoli in quanto facili da indossare e togliere e pensate per trasportare il proprio bambino su un fianco invece che sulla pancia o sulla schiena.

 

Io ho optato per una fascia lunga perché l'ho utilizzata soprattutto nei primi mesi di vita di mia figlia, quando era importante assicurare al suo corpicino ancora delicato un robusto sostegno.

 

Ma se porto il bimbo nella fascia, lo vizio?

No, il bimbo non si vizia assolutamente.

 

Il contatto genera indipendenza, e non il contrario.

 

Sapere di avere un porto sicuro al quale poter sempre tornare stimola il bambino a essere autonomo e intraprendente, proprio perché  non teme di fare nuove esperienze e di essere lasciato da solo.

 

Ah, un'ultima precisazione: ho sempre parlato di babywearing al femminile, ma non c'è cosa più dolce di vedere un papà che porta il suo bambino nella fascia. Provare per credere!

 

Come legare la fascia: i tutorial

Le prime volte che si sperimenta il babywearing, si può essere scoraggiate dall'apparente difficoltà delle legature, ma vi assicuro che basta esercitarsi un paio di volte per imparare a realizzarle con rapidità e destrezza.

 

A me sono risultati particolarmente utili alcuni tutorial che spiegano passo passo come legare la fascia.

 

Ecco i link di alcune legature pancia a pancia:

 

- Croce avvolgente

 

 

- Croce semplice davanti

 

 

- Triplo sostegno davanti

 

 


Scrivi commento

Commenti: 0

 

SCRIVICI

duemammeunblog@gmail.com


SEGUICI SUI SOCIAL PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI E LE NOVITA'