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Depressione post partum: riconoscerla e chiedere aiuto

chiedilo alla psichiatra

La depressione post partum è un male che colpisce molte neomamme, anche se sono poche quelle che riescono a superare la vergogna, la ritrosia e il senso di colpa di ammetterlo e chiedere aiuto.

 

Perché la malattia mentale continua a essere stigmatizzata e in molti casi minimizzata, trattata più alla stregua di un capriccio che non di una vera e propria patologia degna di attenzione, terapia e cure adeguate.

 

Ce ne ha parlato la Dottoressa Susanna Banti, psichiatra ed esponente dell'Associazione Oramamma.

 

La depressione post partum non è una profonda tristezza

Dare alla luce un figlio è senza dubbio una delle gioie più grandi per una donna; eppure, in molti casi, nei primi giorni dopo il parto, quando la donna è molto vulnerabile, la neomamma può provare una profonda tristezza scoppiando a piangere all’improvviso.

 

La depressione postpartum (DPP) è un qualcosa di più di un semplice sentirsi giù o di cattivo umore per qualche giorno. E’ un disturbo, i cui sentimenti di tristezza, ansia o vuoto tendono a permanere interferendo con la routine della normale vita quotidiana. La neomamma  piange più facilmente, sente che non ce la fa, prova un profondo senso di colpa e si sente spesso inadeguata nella cura del suo bambino; è molto preoccupata per se stessa e la sua famiglia; il sonno, molto spesso, è disturbato con risvegli notturni o insonnia e anche l’appetito è alterato, o sfrenato o eccessivamente ridotto; spesso la donna è più irritabile col suo compagno, nei confronti del quale perde il desiderio sessuale.

 

Depressione post partum: sintomi e rischio di cronicizzazione del disturbo

Per quanto la sintomatologia della depressione post partum sia sovrapponibile a quella di una depressione che può colpire la donna in qualunque altro momento della sua vita, spesso i suoi sintomi, come la riduzione del peso corporeo, le alterazioni del sonno e dell’appetito, la perdita di energia ed il calo del desiderio sessuale vengono erroneamente attribuiti alle fisiologiche conseguenze del parto, con conseguente sottostima di quadri potenzialmente gravi. La presenza, però, di sintomi tipici, quali anedonia, sentimenti di colpa e inadeguatezza e pensieri di morte dovrebbero indirizzare un occhio esperto verso una sicura diagnosi di depressione.

 

In un 50% dei casi la depressione post partum non viene riconosciuta e, troppo spesso, viene negata sia dalla neomamma sia dalla famiglia, che dovrebbe, invece, assolutamente vigilare su ogni donna dopo il parto e non banalizzare nemmeno quello che può apparire come un momentaneo periodo di tristezza.

 

E’ importante identificare le donne con depressione post partum poiché nel 25% dei casi, se non trattata, tende a persistere a un anno dopo il parto, rappresentando il maggiore fattore di rischio per lo sviluppo di cronicità del disturbo.

 

Depessione post partum: i fattori di rischio

Importanti fattori di rischio per lo sviluppo della depressione post partum sono rappresentati da una storia personale e/o familiare positiva per disturbi psichiatrici, nonché una precedente depressione gravidica: aver sofferto di una precedente depressione post partum accresce del 50% la possibilità di presentare una ricaduta dopo una successiva gravidanza. Anche la depressione e l'ansia in gravidanza costituiscono un fattore di rischio: 1/3 delle donne depresse nel postpartum erano depresse o ansiose in gravidanza.

Inoltre, una donna che ha sofferto di depressione precedentemente al concepimento ha un rischio maggiore di sviluppare una depressione post partum rispetto a chi non ha sofferto di questo disturbo.

 

Maternity Blues o Baby Blues

Un altro importante fattore di rischio per lo sviluppo della depressione post partum è il Maternity Blues o Baby Blues, un’alterazione generalmente transitoria del tono dell’umore, che colpisce tra il 50% e l’80%  delle puerpere; si manifesta in 3°- 4° giornata dopo il parto, ed è caratterizzato da malinconia, labilità emotiva con facilità al pianto, oscillazioni del tono dell’umore, ansietà, inquietudine, astenia, irritabilità.

 

Si tratta, comunque, di sintomi che non interferiscono con le capacità accudenti della mamma verso se stessa e verso il suo bambino, e che tendono a scomparire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Si tratta, quindi, di una condizione benigna che però non va trascurata perché nel 20% dei casi può evolvere verso una depressione post partum.

 

Associazione "Oramamma"

Dal 2004 io e altri professionisti ci occupiamo di Psicopatologia Perinatale e fino a due anni fa lo abbiamo fatto con un ambulatorio dedicato ai disturbi dell’umore e all'ansia in gravidanza e nel postpartum nella Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa. Da quasi tre anni la nostra attività si è spostata sul territorio con l’Associazione Oramamma.

 

 

L’Associazione Oramamma, fondata nel novembre 2016, si occupa della promozione del benessere in epoca perinatale della donna e della prevenzione e del sostegno del disagio psicologico in gravidanza e nel post-partum tramite la diffusione di informazioni corrette sulla psicopatologia perinatale, l’individuazione di situazioni a rischio e il sostegno psicologico e psichiatrico individuale e di gruppo alle mamme e ai papà in difficoltà, nonché di facilitare la conoscenza e l’accesso ai servizi socio-sanitari territoriali dell’area materno infantile pisana.

 

All’interno dell’Associazione sono presenti psicologi, psicoterapeuti e psichiatri esperti del periodo perinatale, che offrono, gratuitamente, consulenza psichiatrica e sostegno psicologico; l’unico impegno economico per le pazienti ed i soci è un tesseramento annuo di 20 Euro.

 

Come specialisti di Oramamma accogliamo la sfida di fronteggiare la sintomatologia depressiva e ansiosa che affligge tante donne nel periodo perinatale,  conciliando la necessità di curare la mamma con la consapevolezza di non dovere in alcun modo mettere a rischio la salute del bambino. La prima difficoltà è quella di far comprendere alla donna che la depressione non è né una colpa, né un segno di “debolezza” o di fallimento personale, ma una condizione trattabile che, se ignorata, può minare le relazioni familiari, il legame con il bambino e la stabilità della coppia; il nostro obiettivo è quello creare una rete di protezione e di cura che consenta alla gestante prima e alla puerpera poi,  di sentirsi serenamente mamma.

 

 

 

Oramamma è indicata come associazione di riferimento a Pisa dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna O.N.D.A. e condivide le indicazioni di buona pratica clinica per la gestione della depressione perinatale dell’Osservatorio; inoltre, è iscritta al Registro regionale delle Associazioni di promozione sociale-articolazione provinciale di Pisa- L.R. 42/2002, sez. B settore prevalente “SOCIALE”, attività prevalente “Assistenza famiglie”.

 

Per maggiori informazioni su "Oramamma":

www.oramamma.com

 

info@oramamma.com

 

FB oramamma

Tel. 392 0899396

 

Dal lun al ven orario 15-19

 


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Commenti: 2
  • #1

    Alessandra (venerdì, 25 ottobre 2019 07:27)

    Che dire???? SANTA ASSOCIAZIONE!!!! L’aiuto che mi è stato dato in fase perinatale,e quello che mi stanno dando ora che la piccola è nata,è impareggiabile!!! La sensibilità e le capacità dei professionisti che fanno parte dell’associazione è veramente un grande aiuto.Praticamente una coccola in un momento davvero difficile x una donna mamma. GRAZIR!

  • #2

    Chiara (martedì, 29 ottobre 2019 23:23)

    Quando tutto sembra crollarti addosso, quando non vedi via d’uscita e vorresti solo scappare lontano c’è qualcuno che sa ascoltarti e tenderti una mano e capisci che, anche se lontana, una piccola luce riuscirà a rischiarare il tuo cammino. Ecco, Oramamma e tutti i professionisti che ne fanno parte sono proprio questa luce che mi ha permesso lentamente di risalire a galla.

 

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