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Questo corpo non è più mio

Sei consigli per affrontare i cambiamenti del corpo in gravidanza e dopo il parto

I commenti degli altri, soprattutto delle persone care, imbevono i vestiti, picchiano sulla pelle, poi filtrano sotto, lentamente. Pungono, prudono. Sono commenti non richiesti, vengono da chi si sente in qualche modo autorizzato a dire la sua su quello che è il tuo corpo – o, meglio, su quello che sarebbe il tuo corpo – e che tu, con la gravidanza e poi dopo il parto, fatichi a riconoscere.

Mi metto a nudo, con voi, di quelli che mi hanno più ferita.

 

Quanta pancia ti è rimasta! – Avevo partorito il pomeriggio prima.

 

 Hai le smagliature! – Motivo per cui non indosso il bikini in spiaggia.

 

 Con il seno così piccolo ce l’hai il latte? – Minaccia ulteriore alla fiducia, quella indispensabile per un allattamento sereno. Quella, in poche parole, di cui ti ho parlato qui: https://www.duemammeunblog.com/2019/09/22/il-nostro-amore-liquido/ 

 

Alcuni di questi commenti, per me tremendi, sono uscite dalla bocca di altre donne, madri a loro volta. Incredibile che si siano dimenticate di come ci si senta dopo. Incredibile, ma forse vero. E forse è altrettanto vero che la peggior nemica di una mamma è un’altra mamma (https://www.duemammeunblog.com/2019/10/07/la-peggior-nemica-di-una-mamma-%C3%A8-un-altra-mamma/).

 

Ma se questi commenti ci feriscono, come possiamo difenderci? A rischio è soprattutto chi non ha un buon rapporto con il proprio corpo.

 

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Sara Pieri, psicologa psicoterapeuta, che potete contattare all’indirizzo sarapieri.psico@gmail.com. La risposta, ci dice, è nell’accoglienza.

Consiglio n. 1: Imparare ad ascoltare il proprio corpo.

Dovremmo cercare di imparare ad ascoltare il corpo e i suoi segnali (meglio se questa condizione è già presente prima della gravidanza), accogliere tali cambiamenti come necessari per lo sviluppo della vita che portiamo in grembo, in quanto il corpo ha bisogno di adattarsi e modificarsi per contenere il feto.

Consiglio n. 2: Ritrovare un contatto autentico con il proprio corpo.

Ascoltandoci, possiamo iniziare a ritrovare un contatto autentico con il nostro corpo. Da lì, è necessario lavorare con l’accoglienza di sé e delle proprie imperfezioni, perché sono proprio quelle che indicano la nostra femminilità e la nostra capacità di dare la vita (vedi i fianchi larghi, la pancetta, le smagliature post parto).

Consiglio n. 3: Ricordare il dono immenso della vita.

Di fronte alle parole che possono ferirci dobbiamo tenere sempre a mente il dono immenso che non solo abbiamo ricevuto, ma che daremo al mondo. Il corpo femminile è eccezionalmente potente, dobbiamo cercare di amarlo per questo.

Consiglio n. 4: Accettare la nostra nuova identità di madre.

Tutto parte dall’accoglienza e dall’integrazione della nostra nuova identità di madre con la totalità della nostra persona. Non sono più solo una donna, un’amante, una compagna, sono anche una mamma. Quando nasce un bambino nasce anche una mamma e questa duplice nascita è un percorso che nella donna comincia già prima del concepimento. L’acquisizione del ruolo di madre spesso è considerato un passaggio scontato, ma non è affatto così. Pensiamo a tutte le problematiche anche di carattere emotivo e psicologico che possono insorgere, che se trascurate portano a serie problematiche psicopatologiche (dalla “Maternity blues” alla depressione post partum, fino ad arrivare alla psicosi puerperale). La nuova donna che viene al mondo presenta anche un corpo diverso, con il quale si trova a fare i conti. Si tratta di prendersi cura di noi in modo probabilmente diverso. Che soluzioni adottare, quindi? Per tornare in forma e sentirsi soddisfatta del proprio corpo, si può ricorrere all’alimentazione o all’attività fisica. Spesso però l’idea di uscire per fare attività fisica o dedicarsi qualche ora può generare sensi di colpa, per via di quello stato di simbiosi nel quale siamo immerse oltre ai soliti commenti di chi ci circonda (“ora sei una mamma, non hai tempo per queste cose”). Ma ricordiamoci che una madre capace di ascoltarsi e amarsi è una madre più presente, fisicamente ed emotivamente, perché riesce ad essere in contatto con se stessa e a rispondere in modo adeguato ai messaggi del proprio figlio.

Consiglio n. 5: Ricordare che non esiste una donna perfetta.

Con l’avvento dei social ci viene sempre più mostrata l’immagine di una donna perfetta, che sembra quasi finta. Teniamo sempre presente che esistono tantissime tecniche di fotoritocco che aiutano in questo senso; inoltre spesso dobbiamo filtrare i messaggi che provengono dai social, perché non sempre rappresentano la realtà. Cerchiamo di guardare con benevolenza le nostre piccole imperfezioni e ricordiamoci che si può sempre far qualcosa. Voglio condividere una riflessione più generale legata al tema che stiamo affrontando: così come non esiste un fisico perfetto, non esiste una maternità priva di errori, che sono inevitabili, e momenti bui.

Consiglio n. 6: Non aver paura di fare rete.

È fondamentale che esista una rete attorno alla neomamma, in grado di supportarla e incoraggiarla, che non si sostituisca a lei ma che la guidi, che le conceda il tempo di riposarsi e rigenerarsi. In questo modo lei potrà essere più indulgente verso questo nuovo compito che l’aspetta, e verso i cambiamenti che sta affrontando. E noi non dobbiamo aver paura, ma accogliere chi ci sta intorno, parlando, confrontandoci e, perché no, permettendo di essere di conforto a quelli che sono i nostri disagi.

Un’ultima riflessione della dottoressa Sara Pieri è che il corpo della donna è la prima casa dei bambini. Motivo in più per cercare di ritrovare se stesse anche davanti allo specchio.

Serena B.


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