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Anno 2020, ovvero: come fare una buona limonata anche con dei limoni molto, molto aspri..

 

Il 2020 è stato un anno da dimenticare per molti di noi; ho sentito dire, da più parti, "è stato un anno che non ho vissuto, lo rivoglio indietro". Ma indietro, ahimè, non ce lo darà nessuno e allora tanto vale guardare avanti, cercando di trarre qualche insegnamento e qualche opportunità di crescita anche da questo anno così funesto.

Come dice il Dottor K nella serie tv americana "This is us", "anche con i limoni più aspri che la vita possa darci possiamo comunque provare a fare una buona limonata".

(Per inciso: se siete appassionati di serie televisive, questa ve la consiglio; niente di speciale, un po' troppo mielosa a tratti, ma offre alcuni spunti di riflessione interessanti sulla vita di coppia e sui rapporti di famiglia).

 

Vivere questo 2020 è stato come fare un giro rocambolesco sulle montagne russe. Salite ripidissime, panorami mozzafiato durati il tempo di un battito di ciglia e poi cadute verticali da togliere il respiro.

La pandemia e le connesse restrizioni sono arrivate proprio nel momento in cui volevo dare avvio ad alcuni progetti personali, dopo mesi di attese ed esitazioni. Ecco, ci risiamo, ho pensato: il destino mi ferma di nuovo ai blocchi di partenza.

Ma quelle interminabili giornate in casa mi hanno insegnato qualcosa di diverso e inatteso, e cioè che il tempo, le energie e le motivazioni possiamo trovarle anche nelle situazioni più impensabili semplicemente perché sono dentro di noi e, da lì, niente e nessuno può sradicarle, nemmeno una figlia che non dorme la notte, nemmeno le incombenze quotidiane da sbrigare, nemmeno una pandemia mondiale.

Spesso ci alleggeriamo la coscienza nascondendoci dietro mille scuse e attribuendo la colpa dei nostri insuccessi e delle nostre insoddisfazioni a cose o persone esterne - i soldi e il tempo che mancano, i genitori che non ci appoggiano, i compagni che non ci capiscono, i figli che ci impegnano. Ma questi, in fin dei conti, sono soltanto ostacoli da affrontare lungo il percorso e non ragioni per rinunciare ancora prima di cominciare. Le risorse di cui abbiamo bisogno - e le tante scuse con cui spesso cerchiamo di insabbiarle - sono già tutte dentro di noi, non occorre guardare lontano.

Come mi ha detto qualche tempo fa una cara persona, c'è un pozzo di energie dentro di noi, a volte si tratta solo di attingerci con più convinzione. E questa è il primo limone che ho spremuto.

 

Quando i mesi di lockdown erano ormai alle spalle e la strada sembrava finalmente in discesa, ecco che mi è capitata un'esperienza davvero brutta a cui ancora spesso mi capita di pensare prima di addormentarmi. Come una botta in pieno petto proprio mentre stavo cercando di rialzarmi.

Distesa nel letto di un ospedale, ho trascorso una delle notti più brutte, e interminabili, della mia vita.

Il dolore della notte è da sempre una costante nella mia vita, tutti i momenti più sofferti che ho vissuto hanno avuto come sfondo il buio e il silenzio. Sarà per questo che è proprio prima di prendere sonno che la mia mente tende a ritornare in quei luoghi...

Ma per quanto spaventosa sia stata, anche quella notte è passata, così come sono passate le brutte nottate precedenti.

Questo è un altro insegnamento di cui voglio far tesoro in questo 2020: che le notti passano sempre, anche quando l'orologio sembra essersi fermato sulla mezzanotte. Possiamo rialzarci anche dalla cadute più rovinose e la sensazione del dopo, dell'essere di nuovo in piedi, è davvero impagabile.

 

Poi è arrivata l'estate, un'estate indubbiamente più bella di quella che mi sarei aspettata, fatta di lunghi bagni in mare, giri in bicicletta, abbracci salati e docce stracolme di sabbia. Il virus sembrava essere rallentato, e noi esserci riappropriati della normalità. Speravamo tutti che l'autunno potesse continuare su questa scia, ma purtroppo non è andata così. 

Ci siamo illusi, forse, e riabituarsi di nuovo a questa realtà surreale nella quale sono banditi abbracci e viaggi, cene di famiglia e compleanni di bambini è stato ancora più arduo. Non a caso si è cominciato a parlare di pandemic fatigue.

Ammetto di averla sentita inizialmente, questa fatica. Poi, mi sono messa l'anima in pace, per dirla in parole povere.

Una delle cose che mi porterò dietro del 2020 è la consapevolezza che avere aspettative serve a ben poco, perché la disillusione e la delusione sono sempre dietro l'angolo - che si tratti di un progetto, di un'amicizia, di un libro sul comodino.

Per questo motivo ho deciso che per il nuovo anno avrò tanti buoni propositi, ma nessuna aspettativa. E vai, con un altro limone spremuto.

 

Questi giorni di vacanza sono trascorsi dolcemente, li ho assaporati uno a uno come i cioccolatini sotto l'albero.

Mi sono mancati i pranzi di famiglia, certo, ma mi è bastato sapere che tutte le persone a me care erano comunque sedute davanti a una tavola apparecchiata, in buona salute.

Ho letto e studiato, ho ripreso in mano il romanzo a cui sto lavorando da un po', ho valutato e discusso di prospettive per il futuro; e poi ho preparato i biscotti con mia figlia, ho riso con mio marito in compagnia di Alberto Sordi, ho dato un taglio ai capelli, ho fatto lunghe passeggiate nonostante il freddo e ho finalmente sistemato le foto degli ultimi due anni che avevo sviluppato ma mai messo in ordine.

Tempo fa una persona mi ha detto che la vita è come uno strumento musicale, viene fuori una bella melodia solo se suoni tutte le note e non una soltanto. Ecco, in questi giorni mi sono ricordata di quanto sia bella la sinfonia della mia vita, se solo mi soffermo con attenzione ad ascoltare tutte le note.

La vera sfida, per il 2021, sarà ricordarmi di questo in qualsiasi momento, anche quando l'orecchio sarà stanco e la musica sarà lontana o deprimente.

Ecco il mio primo buono proposito per l'anno nuovo.

 

Nel riguardare le immagini degli ultimi due anni non ho potuto fare a meno di pensare che tutte le persone in quelle foto sono, ancora oggi, accanto a me.

E già questo, a fine 2020, mi sembra un buon motivo per brindare al nuovo anno. Con una limonata, naturalmente.

 

 

 

 

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