· 

Babyloss: quel figlio ancora in vita

Oggi è il quindici ottobre. Un giorno come gli altri, forse, un giorno in più in cui certe domande tornano a pungere nella testa come aghi, come spine.

Già, perché la maternità è un fiore e spesso si trasforma in una rosa: petali bellissimi, ma delicati. E spine, tante spine. Sangue, dolore.

 

Il quindici ottobre è la giornata del Babyloss, ovvero la giornata mondiale della consapevolezza del lutto perinatale, ovvero di quella perdita tremenda che colpisce genitori con figli ancora in pancia o subito dopo il parto. Così, alle 19, accenderemo una candela, la metteremo fuori dalla finestra, e sarà un po' come abbracciarci tutti, stringendo forte un ricordo, un pensiero.

 

Già, perché quei bambini mai nati o che se ne sono andati troppo presto sono sempre presenti, nonostante quello che chi non l'ha provato a volte si azzarda a dire. Parlano di un dolore che non conoscono, ma soprattutto che non comprendono.

 

Ne avrai altri, di figli.

Sono cose che succedono.

Il tempo guarisce tutto.

Poi, quando ne avrai un altro, dimenticherai tutto questo dolore.

 

E se non volessimo dimenticare? Ma soprattutto non potessimo?

E allora oggi parlo di questo dolore, in punta di piedi. Un dolore che mia madre ha conosciuto, prima che arrivassi io. Un dolore che ha colpito anche la famiglia di mio marito, perché avrebbe potuto avere un fratello.

E un dolore che forse mi ha toccato, ma il forse, in questo caso, è d'obbligo. Perché non ne ho la certezza, perché dalla ginecologa sono arrivata settimane dopo quelle strane perdite.

In punta di piedi, vorrei parlarne con voi.

Sono in pochi a saperlo, o meglio, sono in pochi ad averlo saputo prima di adesso. Di quel dolore non ho mai scritto e ho parlato ben poco: troppo confuso, troppo nebuloso. E più di tutto, troppo difficile da raccontare, da far capire a chi non ci è passato.

 

Sono passati quasi due anni da quel momento, era dicembre, dicembre 2017. Era Natale, non proprio il giorno di Natale, ma quei giorni intorno, quelli di festa, quelli in cui la famiglia si riunisce per festeggiare.

E io sanguinavo, non avevo mai avuto un doppio ciclo, anzi: il mio ciclo era irregolare, saltava per mesi. Ma quel Natale, le perdite si alternarono per ben due volte nello stesso mese.

E poi mi sentivo diversa, sia prima che durante. Non avrei saputo spiegare in cosa, ma c'era qualcosa che non mi rendeva la solita Serena.

 

Qualcuno mi parlò di doppia ovulazione, ma sapevo che la risposta era un'altra. Non ne avevo mai avuta una e sentivo che la verità era un'altra. Ma era Natale, la ginecologa era in ferie e tutto sommato delle volte è più semplice non fare troppe domande e accettare una verità posticcia, anziché andare a fondo.

Il medico mi visitò il mese successivo e quando le parlai di quello strano episodio mi disse subito che probabilmente si era trattato di un aborto. E allora, in quel momento, fu tutto chiaro, fu chiaro quello che avevo sentito e che non volevo ammettere.

Sono stati giorni tristi, neri. Poteva essere una vita, ma qualcosa stavolta era andato storto. Non avevo avuto tempo di sentirla crescere, di imparare ad amarla. Non avrei mai visto i suoi occhi e toccato le sue mani.

Il dolore dell'aborto è un dolore muto,  perché tutte le domande che ti poni rimbalzano nelle tempie, ma non escono fuori. Eppure oggi voglio provare a buttarle qui, sulla carta, per condividerle con chi ci sta passando. Perché una cosa che ho imparato è che questo è un dolore che non ti abbandona mai.

Perché?

Questa è la domanda più pesante e spesso rimane senza risposta. Perché anche se ci fosse un riscontro medico, non la esaurisce del tutto, non la mette a tacere.

Perché proprio io? Perché proprio il mio bambino?

In quei momenti sembra di essere gli unici a vivere questo dolore, ma basterebbe aprirsi al mondo e vedere che, purtroppo, non siamo i soli a porci questa domanda.

Come sarebbe stato?

Che forme e linee avrebbe avuto il suo volto? Di che sfumatura sarebbe stata la sua pelle?

Sarebbe stato bellissimo. Forse avrebbe avuto gli occhi luminosi di suo padre o forse le mie fossette agli angoli della bocca.

Magari sarebbe stato simile a quel bambino...

Avrebbe avuto più o meno la sua età, se solo fosse ancora vivo.

Sarò mai in grado di avere un figlio?

E il senso di inadeguatezza esplode, insieme a quello di colpa.

Forse il problema sono io.

 

Vorresti trovare un colpevole, vomitare tutto fuori: la rabbia, il dolore. Invece non riesci a piangere e ti senti rotta dentro. C'è da trovare la forza, un senso per andare avanti. Ognuno lo cerca dove può, anche oltre quello che lo sguardo riesce a cogliere.

Il mio senso è Chiara. Penso che se le cose non fossero andate come sono andate, io non l'avrei mai conosciuta. Non mi sarei mai innamorata di lei, né lei di me, ogni giorno - se possibile - sempre di più.

Non avrei avuto Chiara, la persona che mi ha dato la Vita, anche se dicono sia stato il contrario.

E allora il perché si fa più tollerabile, quasi il mondo si stesse preparando a te, e noi con lui.

Riuscirò ad andare avanti?

A superare questo dolore?

E se mi ponessi queste domande, adesso risponderei che una parte di me è sempre là, a quella vita che non ho fatto in tempo a conoscere e ad amare.

Ma oggi vado avanti e lentamente riprendo a respirare.

Per Chiara.

Serena B.

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Ely (domenica, 20 ottobre 2019 08:15)

    Quanta verità in queste parole. È un dolore profondo, viscerale, che ti lacera, ti soffoca, ti toglie il respiro, ti offusca i pensieri. Un dolore troppo grande, che io, purtroppo, ho conosciuto 3 volte, troppe volte. Quante volte mi sono guardata allo specchio chiedendomi come facessi a stare in piedi, ad essere lì ad affrontare il mondo. Quante volte avrei voluto fuggire e scappare lontano. Quante lacrime e sofferenze che il mondo non ha capito, non può capire. E soprattutto quante domande che non hanno mai avuto veramente una risposta. Gli anni più terribili della mia vita. Adesso, forse, finalmente un po' di luce...

 

SCRIVICI

duemammeunblog@gmail.com


SEGUICI SUI SOCIAL PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI E LE NOVITA'